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ARRIVAL Film con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggioFilm con lo stesso punteggio
  Stampa questa scheda Data della recensione: 2 marzo 2017
 
di Denis Villeneuve, con Amy Adams, Jeremy Renner, Forest Whitaker (Stati Uniti, 2016) - Ottenibile in DVD/Blu-ray o tramite VOD/streaming ecc.
 

Quasi paradossalmente, è con il suo film più calmo e riflessivo, dopo Incendies, Prisoners, e Sicario, che avevano sottolineato nel dramma e nel thriller la sua energia fuori dal comune, che il giovane cineasta del Québec sbarcato a Hollywood conferma la sua notevole dimensione.

Film di fantascienza dalle teoriche premesse roboanti, Arrival poteva far temere un secondo scoppio adrenalitico dopo quello (peraltro tutt'altro che disprezzabile) di Sicario: trattandosi di dodici gigantesche astronavi che compaiono in diverse zone del mondo con intenzioni apparentemente pacifiche. Ma in clima di meglio pensarci prima, specie in epoca Trump.

Bypassando le armi, la filologa che riesce per un istante a calmare gli animi (una Amy Adams perfetta nella sua comprensibile emozione)

affronta al contrario l'improvvisa apparizione per una via vecchia come il mondo, Cercare di capire attraverso il linguaggio. Sembra facile. Ma al cospetto delle enormi, splendide astronavi e di quella specie di ectoplasmi che la abitano occorre più che sangue freddo.

La qualità del film sta allora nel non speculare più di tanto sul suspense della situazione. Ma di affinare costantemente l'approccio . A cominciare da quello degli alieni, che per esprimersi sembrano affidarsi a delle sorta di logogrammi a getto d'inchiostro, più vicini all'arte contemporanea che alle strategie belliche.

Cosa più che insolita per un blockbuster Arrival s'incammina allora per strade stranianti e poetiche. Certo, con il corollario indispensabili di russi e cinesi che in sottofondo sostengono i generali al fine di tagliar corto. Ma contrastato dalla ferma intenzione di un cineasta sempre più esigente e talentuoso di andare incontro, più che a della fantascienza (peraltro ottima) a una riflessione tutta intimista sull'esigenza di quella comunicazione che il il mondo moderno sembra equivocare in direzione meramente tecnologica.

Tutto ciò è è posseduto grazie alla grande qualità del cineasta. A metà strada fra lo Spielberg degli Incontri ravvicinati e il Malick che va incontro ai "selvaggi" di Il nuovo mondo Denis Villeneuve è maestro nel lirismo; e capace di governare l'estrema estensione degli spazi (fisici e psicologici)che il soggetto gli mette a disposizione. Ne risulta una sorprendente e poetica riflessione sul tempo della quale ci ricorderemo .


   Il film in Internet (Google)

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